
Addio a Francesco Gurrieri: l’architetto umanista che ha custodito la bellezza di Firenze.
Firenze e il mondo della cultura salutano Gurrieri, figura di spicco dell’architettura italiana, Professore Ordinario di Restauro dei Monumenti presso l’Università di Firenze ed ex Preside della Facoltà di Architettura dal 1995 al 2000.
Prima di dedicarsi interamente all'accademia come professore ordinario dal 1980, ha servito le istituzioni come Dirigente e Soprintendente per i Beni Culturali (1965-1981), rappresentando il Ministero anche presso il Consiglio d'Europa. È stato un pioniere nel dibattito sulla conservazione, ponendo fin dal 1973 l'attenzione sul tema, oggi cruciale, del "restauro del paesaggio e del territorio" e sperimentando tecniche innovative come il microconsolidamento dei paramenti lapidei.
Ma il suo legame con Firenze resterà indelebile soprattutto per il ruolo svolto come esperto ICOMOS nell'istruire il riconoscimento del Centro Storico di Firenze come "Bene universale UNESCO", un atto d'amore verso la sua città che ha contribuito a proteggere e valorizzare agli occhi del mondo.
Oltre all'architetto, ricordiamo l'uomo di cultura: direttore della storica rivista Critica d'Arte e fondatore del periodico di narrativa Il Portolano assieme a Piergiovanni Permoli e Arnaldo Pini; Gurrieri era una penna raffinata, collaboratore de La Nazione e della Rai, e autore anche di opere di prosa e poesia. La sua voce, sempre attenta ed equilibrata, mancherà al dibattito pubblico, ma il suo insegnamento resta vivo nelle pietre che ha salvato e negli allievi che ha formato.
Se ci guardiamo intorno, vediamo il suo lascito: lo vediamo nel metodo che ha trasmesso ai suoi allievi, oggi docenti; lo vediamo nei monumenti che ha contribuito a salvare; lo vediamo nei libri che restano sugli scaffali delle nostre biblioteche.
Al Professor Gurrieri va il nostro "grazie". Grazie per il rigore, grazie per la passione, grazie per aver onorato la toga che ha indossato per tanti anni.
Alla famiglia vanno le condoglianze di chi ha avuto il privilegio di conoscere il suo rigore e la sua umanità.
