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DIDA Dipartimento di Architettura
Home page > Didattica > Formazione del Dipartimento di Architettura > Pagine WEB > Smart City > Descrizioni degli insegnamenti

Descrizioni degli insegnamenti

1. Smart City e città pubblica

Nozioni e principi della smart city (modulo 3 CFU)  

Docente: Giuseppe De Luca

Il fine del modulo è offrire un resoconto del contesto pianificatorio e normativo in cui ha preso corpo la nozione di smart city. I primi approcci risalgono alla fine degli anni Ottanta quando nel Nord America si propongono politiche urbane più attente nei confronti dell’ambiente che vengono definite smart growth. Su tali presupposti  si fonda il  movimento del  New Urbanism,  il cui scopo era quello di intervenire nella progettazione delle espansioni urbanistiche (in particolare nelle nuove aree residenziali) per contenere  il consumo di suolo, attraverso la proposta di modelli insediativi più compatti e sostenibili degli ordinari sobborghi, senza tuttavia rinunciare alle tipologie e dotazioni più richieste dal mercato immobiliare come la casa unifamiliare isolata con giardino. Il ricorso all’aggettivo smart si potrebbe far risalire proprio a questa mediazione tra domanda di mercato e istanze ambientali. La win-win strategy ricadeva tutta sull’abilità tecnica di escogitare una soluzione creativa per dare risposta a richieste all’apparenza del tutto opposte.

L’approccio si trasferisce in Europa, in un contesto in cui le politiche urbane si misuravano più con i temi del declino industriale, della trasformazione e rigenerazione  della città esistente, che non con quello delle nuove espansioni. Il termine smart, da attributo della crescita, comincia a essere applicato per designare  politiche di miglioramento della città esistente: dalla smart growth si passa così alla smart city.

È l’Unione Europea che “certifica” il nuovo approccio attraverso il Programma SETIS - Information for Decision Making, messo a punto per affrontare nuove politiche industriali, sostenute da fondi comunitari, con piani strategici per lo sviluppo di tecnologie energetiche. Il disegno consisteva nel focalizzare il mondo della ricerca e dell’industria su uno sforzo congiunto e di carattere interdisciplinare nel quale coinvolgere le tecnologie informatiche per ottenere vantaggi in campo energetico nell’ambiente urbano, indicato già da vari documenti europei quale terreno principale su cui poter “vincere” la sfida della sostenibilità.

L’approccio si allarga fino a diventare una vera e propria strategia europea con il programma Horizon 2020, in cui si richiede che nelle politiche pubbliche per le città siano presi in considerazione fattori come il risparmio energetico dei fabbricati, il sistema dei trasporti, le reti energetiche, producendo un mix innovativo degli ingredienti propri delle due scale d'intervento sulla città: progettazione urbanistica e urban design. Cambia, così l’approccio teorico e tecnico e il fulcro centrale diventa la riqualificazione degli insediamenti esistenti o di parte di essi, attraverso una sostenibilità anche di tipo ecologico, da qui i concetti di “eco-città” e di “eco-quartiere”.

Il modulo darà conto di questa evoluzione approfondendo alcuni casi concreti di piani costruiti intorno ad obiettivi misurabili di miglioramento delle condizioni ambientali urbane (a cominciare dal caso-studio del Piano strutturale di Genova, il primo ad aver ottenuto finanziamenti dall'UE) e fornendo al contempo i principi di riferimento nella progettazione del cosiddetto “ecosistema urbano”.

Il modulo si avvarrà della collaborazione della prof.ssa Valeria Lingua

 

Strumenti di pianificazione a livello locale (modulo 3 CFU)

Docente: Marco Massa

La nozione di smart city può rilanciare la pianificazione urbanistica se interpretata non come alternativa, ma come strumento utile nelle condizioni attuali di crisi economica per rendere più efficaci le azioni del’operatore pubblico.

Il modulo tratta l’applicazione della nozione di smart city nella pianificazione urbanistica ordinaria a livello locale (piani comunali, piani particolareggiati).

Saranno messi in evidenza, con lezioni teoriche e l’illustrazione di esempi emblematici, i modi con i quali la pianificazione e progettazione urbanistica contemporanea può essere innovata dai principi della Smart City per il miglioramento complessivo della qualità urbana.

 

2. Forme, strutture e paradigmi della città sostenibile

Struttura e forme della Smart City (modulo 2 CFU)

Docente: Pietro Basilio Giorgieri

Le recenti  esperienze contemporanee di progettazione della città  indicano l’importanza di dotare le città di una chiara struttura urbana intesa  come Gestalt, come una “figura strutturata” e dunque come qualcosa di superiore alla semplice somma algebrica degli elementi che la compongono. Questo tema, con tutto quello che ne consegue in termini di  costruzione di reti, relazioni, connessioni e relative forme, si pone a tutti i livelli dell’organizzazione della città: da quello “micro”, il quartiere,  in cui viene essenzialmente affrontato il tema dei rapporti tra i servizi, il trasporto pubblico  e la morfologia dello spazio di relazione,  a quello  “macro”, in cui si devono organizzare le relazioni fra tessuto urbano e spazio aperto, la forma dei sistemi urbani contemporanei e  della città-regione. 

Il tema del progetto della struttura urbana riguarda anche gli interventi di rigenerazione della città esistente, che può essere effettivamente trasformata pensando non solo alla quantità di servizi o spazi pubblici presenti o mancanti, ma al “modo” specifico e puntuale in cui si devono relazionare,  al fine di dotare la città di una rete di luoghi urbani complessi e strutturati.  All’interno della riflessione complessiva sulla necessità del progetto della città come “struttura”, il tema specifico del core e delle forme del policentrismo urbano contemporaneo assumono dunque un’importanza primaria. Senza un'adeguata articolazione e gerarchia di centri, tra di loro opportunamente connessi, non è infatti possibile superare l’indeterminatezza morfologica e la mancanza di gerarchie tipica di molti degli attuali insediamenti e procedere verso una riorganizzazione intelligente e sostenibile dei sistemi urbani.

Nel modulo di insegnamento saranno pertanto oggetto di particolare approfondimento i seguenti aspetti :

- i caratteri specifici della città contemporanea come esito di un articolato processo di trasformazione della struttura urbana della città tradizionale;

- i metodi della progettazione contemporanea di nuovi quartieri  o porzioni organiche di città, con riferimento alle più significative esperienze, recenti o in corso;

- i criteri e gli “ingredienti” necessari per la costruzione di sistemi policentrici, intesi come modalità di  riorganizzazione strategicamente orientata della città di più recente formazione caratterizzata dalla frammentazione e porosità di tessuti insediativi non più ricompattabili.

Sono previste lezioni teoriche ma soprattutto l’illustrazione di esempi ed esperienze concrete considerate come il repertorio da cui estrarre i suggerimenti e le indicazioni metodologiche con cui rinnovare la prassi corrente della progettazione urbanistica, che, soprattutto in Italia, ha dimostrato di essere capace di produrre leggi, regolamenti, piani, ma non città.

Nuovi modelli dello sviluppo urbano sostenibile (modulo 3 CFU)

Docente: Pino Brugellis

Siamo in un’epoca in cui “ci muoviamo fisicamente ma rimaniamo fermi a livello di connessione elettronica. Ci spostiamo nello spazio fisico, portando con noi i flussi” (M. Castells, 2004). Alcune applicazioni per smartphone o tablet consentono in tempo reale di capire i flussi e i movimenti delle persone e delle merci; disponiamo cioè di tecnologie che già ora possono essere utilizzate per razionalizzare il traffico e la sosta, così come per gestire i consumi energetici o lo smaltimento dei  rifiuti, migliorando, nel complesso, la qualità della vita urbana. Ma è chiaro che queste applicazioni, che nascono dal basso a costi contenuti, non possono sostituire gli interventi strutturali di cui la città contemporanea ha bisogno. La città si predispone quindi a divenire sempre più “ibrida”, un “territorio” in cui luoghi fisici e  flussi di informazione si integrano e interagiscono.

In questa nuova fase di trasformazione della città, caratterizzata da profondi processi di ristrutturazione interna piuttosto che da uno sviluppo fisico estensivo, ciascuno dei sottosistemi funzionali che la compongono, dalla residenza al luogo di lavoro agli spazi comuni, dovrà essere riconsiderato, sia in termini geografici che fisico-spaziali. Con questi presupposti, partendo dall’analisi di alcuni casi studio, il modulo sarà organizzato in forma di laboratorio di progettazione integrata teso alla reinvenzione concettuale della città “ibrida” o di sue parti.

 

3. Le reti delle comunicazioni materiali e immateriali

 Il progetto della mobilità (modulo 3 CFU)

Docente: Francesco Alberti

Il governo della mobilità è considerato – non ultima dall'Unione Europea, che sull'argomento ha pubblicato numerosi atti e documenti d'indirizzo – come uno dei principali strumenti a disposizione delle amministrazioni locali per impostare politiche di sostenibilità urbana, in modo simmetrico a come i fenomeni di congestione derivanti da uno sviluppo incontrollato della motorizzazione privata a scapito delle altre modalità di trasporto sono stati fonte di squilibri funzionali e degrado ambientale nelle principali aree urbane dell'Occidente.

Con queste premesse, le questioni fondamentali che saranno affrontate nel modulo d'insegnamento sono dunque:

- in che modo, usando come leva il governo della mobilità attraverso la combinazione di innovazione tecnologica, pianificazione e gestione, sia effettivamente possibile orientare il futuro degli insediamenti, nei diversi contesti territoriali, verso forme di organizzazione meno divoratrici di suolo e di energia – e quindi più «sostenibili», «intelligenti» e «resilienti» ai mutamenti ambientali e socio-economici che si profilano all’orizzonte; in questo senso, la possibilità, un tempo impensabile, di indirizzare la produzione di veicoli e componenti infrastrutturali verso soluzioni tagliate a misura sulle specifiche esigenze dei committenti, insieme allo sviluppo delle nuove piattaforme smart per la gestione dei trasporti urbani, contribuiscono a fare sempre di più delle aree urbane dei potenziali laboratori di sviluppo sostenibile;

- in che modo il progetto di mobilità così concepito possa altresì fornire l'occasione per interventi estensivi di riqualificazione urbana, diventando l'elemento catalizzatore di una proposta complessiva di un modo diverso di vivere e muoversi in città; una potenzialità, quest'ultima, tanto più marcata proprio in ragione del carattere pervasivo del fenomeno mobilità e della continuità  transcalare degli spazi in cui esplica.

In particolare saranno oggetto di approfondimento tre livelli di integrazione, che il progetto della mobilità – per potersi definire sostenibile e smart – deve perseguire:

  1. integrazione /coordinamento fra scelte urbanistiche e trasportistiche;
  2. integrazione/complementarietà fra le diverse forme di mobilità, pubblica e privata (multimodalità e intermodalità);
  3. integrazione/inserimento delle infrastrutture della mobilità nel paesaggio urbano, dalla rete minuta delle percorrenze pedonali alle infrastrutture specialistiche.

Il modulo comprenderà lezioni a carattere teorico, presentazioni di casi-studio internazionali, contributi di esperti su tematiche specifiche. Sono previste esercitazioni da parte degli studenti sotto forma di report, presentazioni powerpoint o elaborati grafici. 

 

Reti e interazioni con il cittadino-utente (modulo 3 CFU)

Docente: Fabio Lucchesi

Secondo una definizione recente costituiscono un carattere distintivo della smart city "(…) investments in human and social capital and traditional transport and modern ICT communication infrastructure fuel sustainable economic growth and a high quality of life, with a wise management of natural resources, through participatory governance" (Caragliu e Del Bo, 2012). Obiettivo del modulo è la presentazione, anche attraverso studi di caso, delle condizioni attraverso le quali le tecnologie e le infrastrutture a rete dell’informazione e della comunicazione (ICT) possono contribuire significativamente alla risoluzione dei problemi delle città contemporanee.Sarà in particolare considerato il ruolo delle informazioni georeferenziate, vale a dire associate a una localizzazione nello spazio della superficie terrestre, e alle tecnologie e ai metodi per la loro produzione, raccolta, archiviazione, integrazione, condivisione, consultazione, visualizzazione e analisi (SIT: Sistemi Informativi Territoriali). Saranno introdotti e criticamente descritti alcuni concetti emergenti nel dibattito sul ruolo delle tecnologie dell’informazione geografica nella pianificazione, progettazione e gestione urbana:

- Spatial Data Infrastructure (SDI), intesa come l’insieme di tecnologie, metodi e politiche tesi a facilitare la disponibilità, l’omogeneità e l’accesso a dati geospaziali;

- Geovisualizzazione, intesa come l’insieme delle implicazioni tecniche e concettuali delle forme di rappresentazione, consultazione e analisi dell’informazione spaziale;

- Volunteered Geographic Information (VGI), intesa come l’insieme degli strumenti, dei metodi e delle tecniche per creare, raccogliere, e diffondere dati geografici forniti volontariamente dai singoli cittadini e utenti urbani.

Saranno presentati casi esemplari di applicazioni pertinenti rispetto gli obiettivi del modulo: cartografie dinamiche relative ai temi emergenti della sostenibilità urbana (inquinamento ambientale e acustico, microclima, energia solare); servizi location-based; applicazioni geo-Web 2.0; crowd sourcing di informazione spaziale per la governance partecipativa; servizi per Intelligent Transport  Systems (ITS); servizi di geovisualizzazione per la pianificazione e progettazione urbana partecipata. 

 

4. Ecologia e paesaggio

Città, paesaggio, ambiente (modulo 3 CFU)

Docente: Lorenzo Vallerini / Mariella Zoppi

La città, quanto più è complessa, tanto più è problematica, in ragione della sua origine artificiale-antropica e perché, tutto sommato, mentre la natura sa il fatto suo e ristabilisce equilibri alterati, gli interventi umani non sembrano invece essere in grado di recuperare lo sbilanciamento delle risorse che essi stessi attivano: infatti le aree interessate da insediamenti umani sono quelle dove lo sbilanciamento tra prelievo delle risorse e mantenimento degli equilibri ecosistemici  risulta più accentuato. I  sistemi in cui viviamo sono sistemi finiti con precisi  vincoli: di territorio, di assorbimento dei rifiuti, di assorbimento degli inquinanti, dei grandi cicli della vita, l'aria, l'acqua, ecc., di popolazione, di produzione, ecc. Questi vincoli determinano i limiti entro i quali è obbligatorio mantenersi per perpetuare risorse naturali e capacità produttive, cicli naturali e attività umane. Le aree urbane  rappresentano perciò sia il confine più estremo della incompatibilità tra attività umane e equilibri ambientali, che la sfida più rappresentativa dell’applicazione di modelli di sviluppo sostenibile: sono il luogo dove la sfida della sostenibilità è più stimolante, più significativa.

In relazione al tema generale, il modulo verrà sviluppato ponendo particolare attenzione alle tematiche del sistema degli spazi aperti urbani pubblici e non-pubblici come fattore di compensazione ambientale, come struttura per l'incremento della potenzialità biotica dell'ecosistema urbano; al contenimento del consumo di suolo inteso come risorsa; al sistema della mobilità “dolce” in ambito urbano come rete di spazi aperti innovativi e di aggregazione sociale; agli indicatori necessari per una valutazione di sostenibilità in ambito urbano.

La didattica sarà articolata nella illustrazione dei principali riferimenti teorici degli argomenti trattati, integrata con la presentazione di casi di studio e pratiche concrete relativi a esperienze di pianificazione e progettazione del sistema degli spazi aperti in aree urbane-metropolitane italiane, europee e nord-americane che possano permettere una migliore comprensione delle  principali tendenze in atto, mettendo  in evidenza le politiche quadro, gli strumenti di planning utilizzati e le relative metodologie di analisi e progettazione ambientale nonché, ove possibile, i meccanismi con i quali sono realizzati, conservati e gestiti questi spazi in relazione al loro uso ed alle loro funzioni ambientali.

 

Multifunzionalità del sistema agro-ambientale (modulo 3 CFU)

Docente: David Fanfani

Il modulo propone una lettura della multifunzionalità del sistema agroambientale finalizzata ad apprezzare la stretta integrazione e sinergia fra questo ed il sistema insediativo. Ciò con l’obiettivo di un recupero di tale integrazione nei processi di sviluppo locale e negli strumenti di pianificazione e progetto del territorio. Tale approccio metodologico è sviluppato attraverso il ricorso al paradigma bioregionale - ed in particolare della “bioregione urbana” - inteso come modello interpretativo e progettuale adeguato ad evidenziare la relazione co-evolutiva fra agro-ecosistema ed insediamento umano e al tempo stesso pertinente rispetto alle attuali criticità e necessità di “transizione” energetica ed economica nella organizzazione della città e del territorio.

Particolare attenzione verrà posta al contesto “periurbano” di interfaccia fra città e territorio agricolo di prossimità, come ambito critico e strategico in cui si presentano le principali problematiche, ma anche opportunità di innovazione e rigenerazione, per reinterpretare e recuperare il ruolo dei sistemi agro-ambientali in rapporto al sistema urbano e per sviluppare alcuni nuovi approcci di piano e progetto per la città.

In relazione alla impostazione descritta Il tema generale del modulo verrà sviluppato secondo la seguente articolazione:

1      Matrice agro-ambientale e città: valore morfo-genetico e fondativo

-      Il ruolo dei servizi ecosistemici (E.S.);

-      La struttura eco-relazionale: green/blue networks e reti ecologiche polivalenti;

-      La matrice agro ambientale e le nuove forme/prestazioni dello spazio pubblico.

2      Agro-ecosistema: valori produttivi per lo sviluppo locale

-      agricoltura multifunzionale e di prossimità: il Sistema Agroalimentare locale;

-      loisir, turismo e nuove economie dell’itineranza;

-      cultura, formazione e innovazione;

-      fonti rinnovabili e sistema energetico locale

3      Strumenti innovativi di pianificazione e gestione integrata del sistema agro-ambientale

-      pianificazione paesaggistica e piani di sviluppo rurale;

-      parchi agricoli ed agro ambientali periurbani

-      contratti di fiume;

-      patti agro-urbani

La didattica sarà articolata nella illustrazione  dei principali riferimenti teorici degli argomenti trattati integrata con la presentazione di casi di studio e pratiche concrete che possono permettere una migliore valutazione delle problematiche e delle potenzialità innovative ed operative e del tema di studio.

 

5. Spazi pubblici: architettura e creatività urbana

Lo spazio pubblico nella città contemporanea (modulo 3 CFU)

Docente: Fabrizio Rossi Prodi

Il corso parte dal presupposto che il progetto urbano, nel quadro della produzione corrente italiana, sia l’anello mancante fra la pianificazione alle varie scale – anche di dettaglio - e il progetto d’architettura, con conseguente degrado del paesaggio costruito e naturale. L’amnesia nei confronti di questo livello intermedio di progettazione corre parallela al disinteresse per lo spazio pubblico, alla progressiva privatizzazione degli ambiti della città, al deperimento degli strumenti democratici di programmazione dei luoghi dell’abitare. Anche la condizione contemporanea del progetto si è sviluppata, all’interno di un generale processo di globalizzazione, attraverso l’attitudine a una commercializzazione acritica dell’architettura e dei luoghi urbani, considerati come prodotti indifferenziati e universalmente vendibili. Il radicamento nei luoghi richiede invece la messa a punto di un approccio che si misura con i processi di lunga durata, maturati nei tessuti e negli spazi della città o del paesaggio ed esplicitati dai caratteri e dalle figure della loro architettura, non meno che dai metodi di progetto.

Per affrontare questa crisi del paesaggio urbano e naturale, del tutto parallela allo smarrimento teorico che predomina negli approcci progettuali, occorre lavorare sul rinnovamento della nostra tradizione di progetto della città e del territorio, tornando a immaginare i luoghi e le costruzioni a partire dallo spazio della città e dall’interesse collettivo, dalle loro regole e dai loro principi di aggregazione e di relazione. 

Nel modulo, le definizioni teoriche, la descrizione delle diverse posizioni critiche e delle esperienze concrete  di progettazione urbana, verteranno su una rilettura storica di alcuni momenti fondamentali per la formazione dei concetti, dei principi e degli strumenti di progettazione urbana a partire dalla città rinascimentale e moderna per approdare a esempi di formazione contemporanea. Il modulo comprenderà lezioni teoriche e analisi critica di interventi realizzati o progettati anche recenti.

 

Creatività e ambiente urbano (modulo 3 CFU)

Docente: Giacomo Pirazzoli / CrossingLab.com

Il modulo si articolerà in 9 incontri, dedicati alla discussione su alcune questioni/sollecitazioni intorno al tema della “città creativa” e alla realizzazione di un workshop, i cui contenuti sono di seguito sintetizzati:

  1. la città creativa: paradigma, definizioni e altri pensieri stagionati. L'Italia discute, e da qualche parte si fa. 

  2. presentazione del progetto DOSSIER A3 “Creatività ed ambiente urbano” da produrre quale lavoro finale del corso, oggetto d'esame.
    Si tratta del lavoro finale di ricerca a responsabilità individuale; è da presentare e discutere collettivamente in aula, nonché attraverso il fb workgroup ”Creatività Ambiente Urbano – prof.Pirazzoli Smart City Master UniFi 2015” dedicato a partecipazione necessaria (gruppo segreto per ragioni di protezione della privacy). 

    Ogni allievo propone un caso-studio realizzato a livello internazionale; tale caso-studio viene 

    quindi sviluppato in modo coordinato per la produzione di un lavoro collettivo raccolto in ebook. 

  3. la città creativa tra nord e sud del mondo; Creatività, Resilienza, Terzo Paesaggio: microstrutture informali Vs. la parabola della societa' dell'informazione 

  4. tra didattica e ricerca: "GreenUP - a Smart City" - infrastrutturazione virale come occasione creativa; il network supera la forma architettonica; nulla è più doveroso della forma: casi-studio in corso. 

  5. Beni culturali, musei e globalizzazione, ovvero fino a che punto l'hardware tradizionale della citta' può essere creativamente rigenerato con software site-specific 

  6. aree critiche tra creatività, entertainment ed evaporazione: gli incubatori, le start-up, i festival (italiani). 

  7. due film 

Bibliografia e sitografia minima:
- Charles Landry, The Creative City: A toolkit for urban innovators, London, Earthscan, 2000 - charleslandry.com
- http://www.incredible-edible-todmorden.co.uk
- u-tt.com Urban Think Tank Interdisciplinary Design Studio
- http://www.aufaeg.de 

rif. prof.Pirazzoli
- CrossingLab.com, GreenUp - a Smart City, Turin, Allemandi International, 2013
- http://www.qandapanels.org/?p=854
- http://underdeconstruction.de
- http://www.domusweb.it/it/design/2014/10/10/tomorrow_is_.html
su beni culturali/musei:
Giacomo "Piraz" Pirazzoli & sismus.org, Site Specific Museum_ONE, Pistoia, Gli Ori, 2011 

È gradita una buona comprensione della lingua inglese.

 

 

6. Città sostenibile e inclusiva

Architetture sostenibili (modulo 3 CFU) 

Docente: Paola Gallo

L’obiettivo di questo modulo è quello di promuovere l’apprendimento delle conoscenze in termini di scelte progettuali per la compatibilità ambientale, individuazione e adozione di opportune strategie mirate al risparmio energetico e allo sviluppo di strategie per una progettazione sostenibile.

In particolare saranno approfondite le tematiche riguardo la progettazione e la sperimentazione architettonica di sistemi, tecniche e innovazioni in materia di contenimento dei consumi energetici e di utilizzazione di fonti energetiche alternative, con l’obiettivo di:

  • fornire ai partecipanti le conoscenze di base sulle tematiche fondamentali per la progettazione bioclimatica
  • promuovere l’apprendimento di conoscenze e metodi per la valutazione delle ricadute sull’eco- sistema delle scelte progettuali in termini di bilancio energetico e di emissioni nocive;
  • orientare la progettazione alla sperimentazione architettonica di sistemi, tecniche e innovazioni in  materia di contenimento dei consumi energetici e di utilizzazione di fonti energetiche alternative
Il modulo prevede lezioni frontali di approfondimento teorico e metodologico, integrate dall’analisi di casi studio come  applicazioni pratiche di esperienze progettuali in grado di illustrare situazioni e problematiche in ambienti reali, unitamente alla presentazione di progetti di ricerca applicata, per offrire un quadro completo sulle attività in corso.

Design urbano e partecipazione  (modulo 3 CFU)

Docente: Giuseppe Lotti

 Il modulo è finalizzato a presentare il contributo del mondo del design – inteso nella sua accezione più ampia come design di prodotto, della comunicazione, del servizio e design strategico – alla costruzione di nuovi scenari urbani, nella cornice della città sostenibile e creativa.

Nello specifico saranno affrontate le seguenti tematiche:

-     Design per gli spazi urbani

-     Progettare con i luoghi

-     Territori e città creative

-     Design partecipativo

-     Design per l’innovazione sociale

-     Design per la sostenibilità ambientale

-     Progettare con l’Altro: design e intercultura.

Il modulo sarà organizzato in lezioni frontali finalizzate a presentare le tematiche in oggetto attraverso un richiamo al dibattito contemporaneo, la definizione di case history, l’esposizione di ricerche e progetti praticati. Il tutto anche attraverso il coinvolgimento di ricercatori che si sono confrontati con la tematica.

 

 

7. Amministrare la  Smart City

Partenariato pubblico-privato e management della città pubblica (modulo 3 CFU)

Docente: Luigi Pingitore 

Il Partenariato pubblico-privato e management della città hanno assunto una funzione preminente nelle politiche di sviluppo e gestione locale. Il contesto economico generale e le dotazioni fisiche per il welfare urbano legate ai bisogni sociali contemporanei richiedono, infatti, una grande attenzione verso queste tematiche. Tuttavia, l’ordinamento in materia di governo del territorio non riesce a incoraggiare il partenariato pubblico privato applicato ai cicli ordinari di pianificazione operativa o di progettazione urbana, limitandosi spesso a “inglobare” strumenti e procedure previsti dalla normativa per gli appalti delle opere pubbliche. È essenziale perciò comprendere e acquisire “un passo” che vada oltre il livello della scala edilizia e in grado di sostenere la concorsualità degli attori pubblici e privati. In ciò, le componenti interdisciplinari assumono grande rilievo: l’applicazione di alcune tecniche e modalità in ambito urbanistico consentono,dunque, una visione e un’operatività più integrata come correttamente richiede il governo delle complessità urbane. L’illustrazione di alcuni casi, seppure con carattere di straordinarietà, dimostra come, a legislazione invariata, sia possibile introdurre degli elementi di innovazione in questo senso. In particolare, si analizzeranno esperienze dove è evidente la relazione, in rapporto agli obiettivi, dei termini di costo, tempi, qualità degli interventi complessi.

In tale quadro saranno perciò incrociati singoli ma qualificanti aspetti di esperienze di programmazione e progettazione urbana integrata. Ad esempio, un focus specifico, sarà riservato ai “PIUSS” promossi dalla Regione Toscana nell’ambito del POR CReO FESR 2007-2013, attraverso un’analisi dello strumento, anche in rapporto alla pianificazione attuativa.

Sarà svolto un approfondimento sulle politiche comunitarie e nazionali dirette alla dimensione urbana città e sulle opportunità offerte in questo senso,con un occhio di riguardo alla spinta verso l'innovazione e alla specializzazione intelligente delle città, già definita in sede europea.

Il progetto della Smart city sarà pertanto declinato nell’approccio metodologico e nella sua implementazione, quindi nella costruzione delle scelte strategiche ed operative, tutte componenti atte a rappresentare, trasmettere e/o valorizzare i saperi e le  competenze in materia di progettazione integrata.

Tramite un’impostazione didattica che favorirà la partecipazione attiva e interessata dei corsisti (con test intermedi, momenti di confronto in aula e prova finale), sarà possibile fornire un quadro in grado di mettere in luce la pluralità degli interessi coinvolti in modelli di sviluppo economico e sociale della città e, in generale, per “facilitare” (grazie a infrastrutture, sistemi e modelli innovativi) comportamenti sostenibili, principio-cardine proprio della smart city. 

 

Azione locale e reti  istituzionali (modulo 3 CFU)

Docente: Simone Tani

Il modulo ha per oggetto la pianificazione strategica ed i modelli di realizzazione delle smart cities nel contesto istituzionale italiano. La smart city ne emerge come un’articolata costruzione socio-istituzionale, in cui gli aspetti tecnologici si integrano in un complesso reticolo relazionale tra attori pubblici diversi, e tra attori pubblico-privati. 

In primo luogo viene presentato e discusso il ruolo dei diversi livelli istituzionali nel supportare lo sviluppo delle smart cities, dal livello europeo, al livello nazionale, al livello regionale, al livello cittadino. Quali caratteristiche e valore porta ciascun livello, come integrarli tra di loro.

In secondo luogo vengono esaminati i vari modelli di partnership pubblico-privata funzionali alla realizzazione di progetti ad elevato contenuto innovativo, esaminandone le caratteristiche,  le tipologie, la struttura finanziaria ed istituzionale. Ciascun progetto richiede un’ analisi articolata, per ottimizzarne il posizionamento nel contesto istituzionale e territoriale ed ottimizzarne l'impatto sul territorio. Troppi progetti di smart city falliscono per la mancata contestualizzazione rispetto alle esigenze e peculiarità locali.

Una terza sezione è dedicata all’ analisi di alcuni casi di studio, dei quali vengono analizzati gli elementi chiave che hanno permesso la efficace realizzazione dell'intervento o viceversa il fallimento del progetto. Vengono svolte esercitazioni e proposte testimonianze, per tematizzare i principali elementi emersi.

Il modulo si conclude integrando i vari elementi discussi in un approccio organico ed integrato alla realizzazione della città intelligente.

 

 

8. Gestione urbana e implementazione dei progetti

Strumenti per la governance (modulo 3 CFU)

Docente: Enrico Amante

Obiettivo del modulo è l'analisi dei principali strumenti giuridici di programmazione e gestione nella smart city.

Poiché gli assi di sviluppo della smart city sono molteplici (tra i quali: mobilità, ambiente ed energia, qualità edilizia, economia, capacità attrattiva, partecipazione; digitalizzazione della P.A.), il modulo intende illustrare ed analizzare i principali strumenti a disposizione della Pubblica amministrazione per la programmazione e gestione dei diversi settori coinvolti, a partire dagli strumenti di governo del territorio disciplinati dalla legislazione statale e regionale, nei diversi livelli istituzionali.

Saranno quindi illustrati i principi istituti del diritto dell'ambiente, del paesaggio e del governo del territorio, nonché le interrelazioni sussistenti tra le tre materie.

L'analisi degli istituti sarà accompagnata dalla illustrazione dei principali attori della governance territoriale, con riferimento alle funzioni istituzionali agli stessi attribuite.

La seconda parte del modulo sarà dedicata alle programmazioni di settore (opere pubbliche; energia; ambiente) ed alle relative modalità di raccordo.

Saranno quindi affrontati i principi e le prassi applicative nei rapporti tra Amministrazioni e privati, con l'analisi degli istituti volti alla partecipazione attiva dei cittadini e dei destinatari degli atti amministrativi nei procedimenti di governance territoriale.

Infine saranno illustrati i tratti salienti della c.d. "PA digitale" in materia di procedimento amministrativo ed edilizio in particolare.

Il modulo sarà svolto attraverso lezioni frontali con l'ausilio di materiale didattico (dispense, estratti normativi, slide, etc.). L'illustrazione dei principali istituti sarà accompagnato dall'esame critico delle previsioni legislative nonché dalla disamina di casi concreti in modo da consentire agli iscritti una conoscenza non solo teorica ma estesa alle principali esperienze in atto. Un approccio metodologico comparativo consentirà l'analisi di diverse realtà regionali di governance territoriale.

 

Rigenerazione urbana e recupero del plusvalore fondiario (modulo 3 CFU)

Docente: Luca Nespolo

Il tema della gestione urbana, pur essendo riconosciuto fra gli elementi chiave della nozione di progetto urbano è rimasto a lungo isolato quale aspetto meramente strumentale, se non volutamente espulso, dal dibattito disciplinare. È indispensabile, in tal senso, una riflessione intorno a questo tema, anche alla luce degli esiti insoddisfacenti delle trasformazioni urbane contemporanee. Occorre, in sostanza, uno sforzo di aggiornamento delle acquisizioni teoriche che hanno a lungo presieduto le migliori pratiche di governo delle trasformazioni urbane: su tutte la prassi del recupero urbano, nata dalle riflessioni sugli studi tipologici che hanno ricostruito l’evoluzione degli insediamenti, unitamente alla strumentazione gestionale elaborata dalla moderna tecnica urbanistica.

In quest’ottica il modulo propone un’analisi dei processi di rigenerazione urbana recenti, nei quali la necessità di predisporre misure di tutela sociale ha condotto ad una rivisitazione delle tradizionali categorie di servizi pubblici urbani di elaborazione moderna. In questi processi la gestione pubblica ha ideato misure dirette a conseguire un’equa ripartizione fra pubblico e privato dei costi e delle utilità delle trasformazioni urbane, grazie alle quali è possibile garantire la formazione di edilizia sociale, di servizi di prossimità, l’implementazione del tessuto economico locale, il finanziamento di sistemi di accessibilità pubblica e delle nuove reti tecnologiche. Per analizzare questi processi il modulo prevederà specifici approfondimenti rispetto ad alcune tematiche fondamentali, come quelle della rendita, del rapporto pubblico / privato, del ruolo degli operatori coinvolti, delle metodologie di controllo del progetto nello spazio e nel tempo.

Il modulo propone lo studio dei principi e delle novità sottese a queste pratiche di governance, unitamente ad una rassegna delle best practices europee nelle quali l’intervento sui tessuti urbani esistenti consegue obiettivi sociali, ambientali ed economici attraverso il recupero della rendita fondiaria.

 
ultimo aggiornamento: 03-Mar-2015
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