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Scuola Dottorale

Brunella Guerra

Brunella Guerra
Brunella Guerra
brunella.guerra(AT)unifi.it

dottorato 
Architettura, progetto, conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale

curriculum 
Progettazione Architettonica e Urbana

ciclo
XXXIX


Brunella Guerra architetta e dottoranda in Progettazione architettonica e urbana presso l’Università degli Studi di Firenze. Nel 2020 si laurea a Firenze con una tesi meritevole della dignità di pubblicazione dal titolo Un Palazzo italiano a Shanghai. Proposta di riuso per il Padiglione Italia dell’Expo Shanghai 2010 con relatore Paolo Zermani. Nel 2021 è titolare di una borsa di ricerca dal titolo  “Contratto di fiume Lama” promossa dal Settore Scientifico Disciplinare Composizione architettonica e urbana di cui responsabile scientifico prof. Riccardo Butini.  Dal 2021 è cultrice della materia nel Laboratorio di Progettazione III (prof.ssa Francesca Mugnai), nel Laboratorio di Progettazione V (prof. Paolo Zermani) ed è tutor al master Museo Italia della Scuola di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Dallo stesso anno è co-curatrice dell’Identità dell’architettura italiana e dal 2024 collabora con la redazione della rivista Firenze Architettura.

Tutor

Prof. Paolo Zermani

Co-tutor

Prof.ssa Francesca Mugnai

Interessi scientifici

La sua ricerca, collocata nell’ambito della critica del progetto di architettura, indaga il rapporto tra architettura e contesto, con particolare attenzione ai paesaggi urbani e naturali. Un’attenzione specifica è rivolta al contesto culturale toscano del Novecento e ai modi in cui le opere architettoniche interpretano, trasformano e costruiscono il loro ambiente.

Titolo

Nello Baroni. Architetture nel paesaggio toscano

Abstract

Alcune figure che hanno contribuito alla costruzione del paesaggio toscano restano ancora poco indagate. Tra queste Nello Baroni (1906-1958), allievo di Brizzi e Michelucci, membro del Gruppo Toscano e partecipe di quella Scuola di Firenze che Giuseppe Pagano salutava come segno di risveglio della modernità. Figura poliedrica, Baroni attraversa stagioni e linguaggi diversi, mantenendo centrale il rapporto tra architettura e contesto, inteso nelle sue accezioni di luogo e di paesaggio. Nei progetti urbani prevale un approccio razionalista, mentre nei paesaggi collinari o marittimi emerge una tensione più organicista: «ambientare, dunque, non imitare». La fotografia è parte essenziale del metodo, strumento critico per verificare il dialogo progetto-contesto e per immaginare la vita futura dell’architettura, come nei fotomontaggi sperimentali. Gli scatti di Firenze del 1944 e il Diario dei 5000 rivelano un’attenzione alla luce, alla materia e al paesaggio umano che anticipa la dimensione etica del dopoguerra. Nonostante l’ampiezza del Fondo Baroni all’Archivio di Stato di Firenze, gli studi a lui dedicati risultano ancora parziali: indagarne l’opera significa restituire una voce autonoma della modernità toscana e ridefinire il quadro della cosiddetta «Scuola fiorentina».

 

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