Health by Human-Centred Design
Design, innovazione e competitività per le filiere italiane della salute
Master Interuniversitario di secondo livello
Human-Centred Design per l’innovazione e la competitività delle filiere della salute made in Italy
Durata: annuale
Modalità di erogazione: mista presenza/distanza
Tirocinio aziendale o project work: 2 mesi
Università di Firenze (sede amministrativa), Università di Genova, Università di Siena, Università di Chieti-Pescara, La Sapienza Università di Roma
In convenzione con: Fondazione Symbola, Farmindustria, Confindustria Dispositivi Medici, Deloitte
PRESENTAZIONE
Negli ultimi anni il comparto delle scienze della vita – farmaceutica, biotecnologie, dispositivi medici, servizi sanitari e ricerca biomedica – ha assunto un ruolo sempre più rilevante nell’economia globale e italiana. La crescita della domanda di cure innovative, lo sviluppo della medicina personalizzata, delle biotecnologie digitali, genetiche e diagnostiche e gli investimenti europei in ricerca, salute e digitalizzazione stanno trasformando profondamente il settore.
In questo scenario l’Italia parte da una base industriale, scientifica e produttiva di primo piano. Il mercato nazionale dei dispositivi medici vale 12,9 miliardi di euro, con 4.648 imprese e oltre 130.500 addetti. Il settore farmaceutico genera una produzione superiore ai 49 miliardi di euro e quasi 47 miliardi di esportazioni. Il biotech italiano, al di fuori del farmaceutico, conta oltre ottocento imprese, più di tredicimila addetti e un fatturato superiore ai tredici miliardi di euro, mentre gli investimenti in ricerca e sviluppo farmaceutica e biomedicale hanno raggiunto circa due miliardi di euro.
A questi numeri si affiancano specializzazioni riconosciute a livello internazionale: dai distretti biomedici come quello di Mirandola alla leadership europea nei servizi di Contract Development & Manufacturing Organisations, nei quali l’Italia rappresenta circa un quarto del valore complessivo europeo. Una capacità produttiva sostenuta da una solida base scientifica e formativa e da un sistema della ricerca che contribuisce in misura significativa alla produzione di brevetti e pubblicazioni.
È dentro questa trasformazione che il design assume un ruolo crescente come competenza in grado di connettere innovazione tecnologica, estetica e funzionalità rispondendo ai reali bisogni delle persone e incrementando la sostenibilità e la qualità dei prodotti e dei servizi di cura.
Gli approcci dello Human-Centred Design e del Design Thinking consentono di intervenire sulla sicurezza e sulla semplicità d’uso di macchinari e dispositivi medici, sulle interfacce fisiche e digitali, sugli spazi di cura, sulla leggibilità e accessibilità del packaging farmaceutico, fino alla progettazione dei servizi e delle filiere. Non a caso, già oggi oltre il 9% dei servizi di design proviene dal settore healthcare e cresce la presenza di imprese medicali e farmaceutiche nei principali premi internazionali di progettazione.
IL PROGETTO FORMATIVO
È da questa consapevolezza che nasce un progetto formativo nuovo per il nostro Paese, per la prima volta in Italia cinque Università, in collaborazione con Fondazione Symbola, Farmindustria, Confindustria Dispositivi Medici e Deloitte, ideano e promuovono un Master interuniversitario dedicato al rapporto tra design e life sciences.
La forza del progetto sta proprio nella sua origine comune: le cinque Università portano competenze scientifiche, formative e progettuali complementari; Farmindustria e Confindustria Dispositivi Medici la conoscenza diretta delle imprese, delle tecnologie e dei fabbisogni professionali di due filiere strategiche per il Paese; Deloitte una lettura trasversale dei cambiamenti che interessano modelli organizzativi, tecnologie, servizi e mercato della salute; Fondazione Symbola la propria esperienza nel mettere in relazione qualità, design, innovazione, sostenibilità e competitività e nel costruire reti tra università, imprese, territori e istituzioni.
Il Master nasce quindi come uno spazio comune nel quale competenze accademiche, industriali e professionali concorrono alla stessa idea formativa. Un modello che prova a ridurre la distanza tra saperi che troppo spesso restano separati e a costruire figure capaci di leggere insieme tecnologia, bisogni delle persone, qualità dei servizi e sviluppo delle imprese.
Il percorso punta a formare designer con competenze specifiche nella progettazione di prodotti, ambienti, servizi e sistemi di comunicazione per la cura e l’assistenza, capaci di operare nei settori medicale, farmaceutico e biotech e di contribuire ai processi di innovazione delle imprese e delle organizzazioni pubbliche.
L’impianto formativo è fortemente interdisciplinare e articolato nelle principali aree di intervento del design nell’healthcare e nell’homecare: prodotto, interni, servizi e comunicazione, integrando discipline del design, mediche, ingegneristiche, economiche e sociali.
La sfida è formativa, ma non solo. Mettere insieme, per la prima volta in Italia, cinque università, Farmindustria, Confindustria Dispositivi Medici, Fondazione Symbola e Deloitte significa costruire una piattaforma comune di competenze capace di accompagnare un settore strategico per il Paese e di fare del design uno degli strumenti attraverso cui migliorare innovazione, competitività e qualità della cura.
PROMOTORI
Il Master rappresenta una novità nel panorama italiano: è il primo percorso che mette insieme cinque atenei, rappresentanze dell’industria, operatori privati e soggetti della società civile per costruire una proposta formativa comune sul rapporto tra design e scienze della vita.
È promosso congiuntamente dal Centro Interuniversitario “Human-Centred Design per la cura, il benessere e l’inclusione” (HCD-Care) – che riunisce le Università di Firenze, sede del Centro, Genova, Chieti-Pescara, Siena e Roma La Sapienza – da Fondazione Symbola, Confindustria Dispositivi Medici, Farmindustria e Deloitte.
INFORMAZIONI
ISCRIZIONI
