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Scuola Dottorale

Chiara Simoncini

Chiara Simoncini
chiara.simoncini(AT)unifi.it

dottorato 
Architettura, progetto, conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale

curriculum 
Progettazione Architettonica e Urbana

ciclo
XXXVII


Architetto e dottoranda in Progettazione architettonica e urbana. Si forma presso la Scuola di Architettura dell’Università di Firenze, dove si laurea con lode e dignità di stampa discutendo una tesi in progettazione architettonica e storia dell’architettura contemporanea dal titolo E l’acqua si fa luce. Il caso studio della casa vacanze per scrittori sul lago Sevan, Armenia, sintesi di un periodo di ricerca condotto tra le terre del Caucaso meridionale, relatore Prof. Francesco Collotti, correlatrice Prof.ssa Federica Rossi. Dal 2021 è cultrice della materia presso il laboratorio di progettazione architettonica del Prof. Francesco Collotti. Da Settembre 2021 a Gennaio 2022 è titolare presso il DIDA di una borsa di ricerca dal titolo Predisposizione di studi, ipotesi e modelli dal punto di vista della Composizione Architettonica e Urbana circa il comparto urbano di Rosignano Solvay. Dal 2021 è membro del comitato editoriale di Largo Duomo, rivista dell’Ordine degli Architetti di Livorno. 

Interessi scientifici

Si interessa di architettura mediterranea con una particolare attenzione alla salvaguardia del complesso paesaggio delle piccole città costiere e di architettura modernista sovietica con particolare attenzione alle realtà locali delle ex Repubbliche Socialiste Sovietiche. 

Titolo della tesi

Città del Mare. Lettura dal mare per la salvaguardia del sistema complesso delle piccole città mediterranee di costa. 

Tutor

Prof. Francesco Collotti

Abstract

L’interpretazione contemporanea del Mediterraneo come unità/molteplicità economica, sociale e politica passa da una lettura di lungo periodo delle interazioni umane con gli spazi che da sempre lo definiscono. Tra questi spazi ritroviamo le piccole realtà affacciate sul mare, casi studio emblematici che potrebbero essere al contempo casi paradigmatici di una politica estendibile all’intero sistema di piccole realtà mediterranee, industriali e degradate che si ritrovano lungo le coste, oppure alle piccole realtà insulari, dimentiche della loro cultura tradizionale. La rigenerazione di questi luoghi può essere raggiunta soltanto da un’architettura capace di ritrovare la propria identità e giustificazione nel mare, così da ristabilire quel sistema di gerarchie tra gli edifici pensati per essere guardati dal mare, ma che al contempo siano in grado di dialogare con l’insieme del paesaggio a cui appartiene anche la terra che sul mare affaccia ed il suo fondale marino, parti oggi scomposte di questo sistema gerarchicamente non più definito. 

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